Custodi di Vita
Un percorso di arteterapia con e per chi si prende cura. Otto tappe, intrecciate in un unico tessuto.
Esplora le otto tappeUn viaggio tra cura, identità e relazioni
Prendersi cura di qualcuno è un gesto che coinvolge profondamente la vita di chi lo compie. Significa dedicare tempo, energie e attenzioni a una persona cara che, per età, malattia o disabilità, ha bisogno di sostegno nella quotidianità. È un'esperienza fatta di affetto e responsabilità, ma che può portare con sé anche fatiche ed emozioni difficili da esprimere.
Da queste riflessioni nasce Custodi di Vita, un progetto dedicato ai caregiver: persone che ogni giorno si prendono cura di anziani, familiari o persone con malattie croniche e disabilità. Il progetto, realizzato a Cesate nell'ambito del Bando Ri-Generare Legami – 5ª edizione, nasce con il desiderio di offrire loro uno spazio da dedicare a se stessi, in cui poter rallentare, esprimersi, condividere le proprie esperienze e ritrovare una dimensione personale oltre il ruolo di cura.
Perché l’arte?
Il percorso si è sviluppato attraverso la Terapeutica Artistica, una pratica che utilizza i linguaggi dell'arte e i processi creativi come strumenti di espressione, conoscenza di sé e relazione con gli altri.
Non si tratta di imparare a disegnare o a realizzare un'opera bella da vedere, ma di sperimentare materiali, colori, forme e gesti per dare spazio al proprio vissuto. Il fare artistico diventa così un modo per esplorare emozioni, ricordi, bisogni e risorse personali, anche quando è difficile trovare le parole per raccontarli.
Attraverso le diverse esperienze proposte, accompagnate da momenti di confronto con professionisti, come la psicologa e l'apicoltore, i partecipanti hanno potuto sperimentare nuovi modi di raccontarsi, ascoltarsi e condividere le proprie storie.
Non è necessario possedere competenze artistiche: ogni persona può trovare il proprio modo di esprimersi, senza giudizio e senza un risultato prestabilito. Ciò che conta non è soltanto l'opera finale, ma il percorso che prende forma attraverso il fare.
Cos’è un’arnia personale?
Il cuore del progetto è la costruzione di un'arnia personale, ispirata al concetto di Wunderkammer, la camera delle meraviglie: uno spazio in cui raccogliere e custodire oggetti simbolici, ricordi e tracce della propria identità.
Incontro dopo incontro, ogni partecipante ha dato forma al proprio alveare, componendo un piccolo universo personale fatto di esperienze, emozioni, desideri e risorse. Tante celle differenti, capaci di raccontare la ricchezza e l'unicità di ciascuno.
Accanto al lavoro individuale, il gruppo ha costruito uno spazio condiviso, in cui le storie si sono incontrate, le esperienze hanno trovato risonanza e il fare insieme ha permesso di creare nuovi legami.
Proprio come in un alveare, ogni elemento conserva la propria unicità e, allo stesso tempo, contribuisce alla costruzione di qualcosa di più grande.
Cosa racconta questa mostra?
Questa mostra raccoglie le opere nate durante il percorso e ne restituisce il viaggio. Ogni creazione è una traccia di un'esperienza personale, ma anche un'occasione per avvicinarsi a una realtà spesso poco visibile: quella di chi si prende cura.
Condividere queste opere significa dare riconoscimento al valore dei caregiver, promuovere una maggiore consapevolezza delle loro esperienze e invitare la comunità a guardare alla cura come a una responsabilità che riguarda tutti.
Perché chi si prende cura degli altri non smette di avere bisogno di cura. E perché, oltre a essere custodi della vita di qualcun altro, ciascuno di noi custodisce un proprio universo, fatto di storie, emozioni e meraviglie che meritano di essere riconosciute.
Il percorso
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1
Il fiore che custodiamoDal giardino interiore a uno spazio tutto nostro
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2
La danza del nutrimentoAscoltare ciò che ci fa stare bene
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3
Trame di vitaDare forma alle proprie esperienze e costruire il proprio alveare
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4
La bussola interioreRitrovare la propria direzione, anche quando il cielo è nuvoloso
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5
Il corpo delle emozioniDare forma a ciò che sentiamo
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6
I custodiCustodire ciò che siamo
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7
La nostra ape custodePrendersi cura di sé per continuare a prendersi cura degli altri
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8
La trama dell’alveareAl centro di tutte le tappe
Chi ha accompagnato il percorso?
Il laboratorio è stato ideato e condotto da Elisa Daolio e Gaëlle Lamberdiere, che hanno accompagnato i partecipanti in questo viaggio creativo e di scoperta, attraverso l'arte terapia, la condivisione e la sperimentazione di materiali e linguaggi espressivi.
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Elisa Daolio
Arte terapeuta
Dopo la laurea triennale in Psicologia, ha proseguito gli studi specializzandosi in Terapeutica Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
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Un percorso che l’ha avvicinata sempre più al mondo dell’arte e alle sue possibilità come strumento di cura, espressione e relazione.
Oggi lavora come arte terapeuta in diversi contesti, conducendo laboratori rivolti a bambini, adulti e anziani, anche all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio. Nel suo lavoro ama esplorare materiali e linguaggi creativi sempre nuovi, perché crede che attraverso il fare artistico ognuno possa trovare un modo personale per raccontarsi e dare forma al proprio mondo interiore.
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Gaëlle Lamberdiere
Arte terapeuta
Nel 2024 ha concluso il suo percorso di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, conseguendo due diplomi accademici in Pittura e Terapeutica Artistica.
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La sua ricerca artistica attraversa pittura, disegno, scultura e installazione, con particolare attenzione alle emozioni e ai movimenti dei corpi, spesso reinterpretati in forme astratte. Nel corso degli anni ha partecipato a diverse mostre pittoriche in Italia e in Cina, affiancando alla propria ricerca anche esperienze laboratoriali nell'ambito della Terapeutica Artistica.
Attualmente lavora come arteterapista ed educatrice presso una cooperativa sociale, occupandosi anche di laboratori artistici in diversi contesti. Affianca alla propria ricerca artistica la progettazione di esperienze creative in cui il fare diventa occasione di esplorazione, conoscenza del proprio essere, espressione e relazione.
Le persone e le storie dietro le opere
Le opere esposte sono nate dalla creatività, dalle esperienze e dalla sensibilità di:
Luciana, Angela, Assunta, Eleonora, Simona e Renzo.
A loro va il nostro grazie per aver condiviso una parte del proprio mondo, contribuendo a dare vita a questa mostra.
Vuoi ospitare questa mostra?
Custodi di Vita può viaggiare: in una biblioteca, una scuola, una casa di comunità, un centro per caregiver. Scrivici e ne parliamo insieme.
Scrivicioppure: custodidivita@gmail.com
Custodi di Vita si inserisce all’interno della V edizione del Bando Ri-Generare Legami, finanziato dall’ASC Comuni Insieme, ente capofila del Piano sociale di Zona dell’Ambito di Garbagnate Milanese, in collaborazione con gli Hub RiCa.
- Promosso e finanziato da
- Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo sviluppo sociale · Piano Sociale di Zona 2025/2027
- Realizzato da
- Elisa Daolio e Gaëlle Lamberdiere
- Contatti
- custodidivita@gmail.com